L’annuncio della Link Campus University di attivare nuovi corsi di laurea magistrale in Medicina e Odontoiatria nelle Marche, a partire dall’anno accademico 2025-2026, ha suscitato forti critiche da parte del mondo accademico, politico e studentesco. L’università privata, già presente a Roma, Napoli e Città di Castello, ha ottenuto l’autorizzazione dalla Regione Marche per avviare i corsi, ma la decisione è stata accolta con preoccupazione dalle università pubbliche del territorio.
I Rettori degli atenei marchigiani (Camerino, Macerata, Politecnica delle Marche e Urbino) hanno espresso timori per l’equilibrio del sistema universitario regionale, già sottofinanziato, chiedendo un incontro urgente con il presidente della Regione, Francesco Acquaroli, e l’assessora all’istruzione, Chiara Biondi. Anche il presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Ancona, Giuseppino Conti, ha criticato la decisione, sottolineando l’importanza di potenziare la collaborazione con l’Università Politecnica delle Marche.
Diverse associazioni studentesche e di dottorandi, tra cui Gulliver Udu Ancona, Udu Urbino, Officina Universitaria e Adi, hanno bocciato l’iniziativa, accusando la Link Campus University di aggirare le regole sulle università telematiche e di minacciare il sistema pubblico. Anche i Giovani Democratici si sono opposti, definendo l’operazione un tentativo di privatizzare l’istruzione universitaria.
Le polemiche si sono intensificate dopo la rivelazione della consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, che ha sottolineato come la Lega abbia ricevuto finanziamenti da aziende legate agli atenei telematici, tra cui 100.000 euro dalla Monte Finanziario Europeo Srl, società della famiglia Polidori, proprietaria della Link Campus University. La consigliera ha inoltre evidenziato il ruolo di Mirco Carloni, attuale parlamentare della Lega ed ex assessore della giunta Acquaroli, nel percorso che ha portato all’autorizzazione dei corsi.
Questo ha sollevato dubbi su un possibile conflitto di interessi tra i finanziamenti al partito e l’autorizzazione concessa dalla Regione Marche, guidata dal centrodestra.
Oltre alla Monte Finanziario Europeo Srl, altri contributi alla Lega sono arrivati da società come eCampus, Orienta Campus e Orizzonte Docenti, alimentando il dibattito sulla trasparenza dei finanziamenti ai partiti e sull’influenza degli interessi privati nelle decisioni politiche sull’istruzione. Il tutto in un contesto in cui i fondi per le università pubbliche marchigiane sono stati ridotti di oltre il 3%, mentre le autorizzazioni per i corsi della Link Campus University sono arrivate rapidamente.
La vicenda ha scatenato un acceso confronto tra sostenitori e oppositori dell’iniziativa, evidenziando la necessità di un dibattito più ampio sul futuro del sistema universitario italiano e sulle implicazioni della crescente presenza di atenei privati nel settore della formazione medica.